



Questa è la sindrome di voler andare a Marte senza prima essere andato alla Luna. E chiaro che in un’organizzazione tutto il Management voglia andare a Marte, come simbolo di voler intraprendere dei grandi progetti perfetti e completi. Conoscendo l’esistenza di Marte, perché andare sulla Luna? Meglio andare direttamente su Marte, cosi di aver raggiunto la metta ed i successi.
Voler a qualsiasi prezzo iniziare un progetto con tutto completamente calcolato ed in funzionamento con degli obiettivi che non potranno essere superati perché sono il massimo dei massimi di quelli conosciuti non porta ad altro che all’immobilismo dell’azienda, alla distruzione di valore perché nessun progetto viene alla luce alla velocità di reazione che ha bisogno il Mercato, perché tutto vuole essere perfetto e raggiungere il massimo livello di perfezione. Stiamo parlando di perfezione del progetto, non parliamo di non raggiungere i massimi livelle di qualità su un prodotto per esempio.
La miglior forma di non fare niente e aggiungere ed aggiungere dei caselli ad un’idea iniziale che aveva uno scopo di iniziare un progetto, per farla divenire un progetto cosi complesso che non potrà mai vedere la luce.
Due teorie si confrontano: quella che i progetti sono fatti per essere sviluppati ed evolversi, e quella che i progetti sono con dei fini a se stessi chiusi e non sviluppabili perché e gia tutto previsto in quel progetto.
Prendete la seconda è non ci arriverete mai, o la vostra organizzazione e cosi forte, potente, strutturata e con risorse umane ed economiche infinite e forse ci arriverete o se non non farete mai nessun progetto strategico. Farete delle cose del a giorno a giorno, gestirete, ma mai, mai un progetto strategico che dia uno scossone alla vostra azienda.
A volte, è l’incapacità manageriale che porta a costruire questi progetti faraoni che non vedranno mai la luce, l’incapacità a prendere delle decisione concrete, l’incapacità a voler decidere a voler comandare con la forza delle idee più che con gli atti singoli. E cosi facili nelle grandi aziende nascondersi a creare dei mostri che non verranno la luce e che consumano capitale, risorse umane ed economiche indescrivibili, ma che allo stesso momento creano demotivazioni in quelli che lavorano nel progetto. Cosi facendo non si rischia mai di commettere nessun errore, di essere criticato perché qualcosa non ha funzionato perfettamente. E cosi facile contribuire a questa costante distruzione di valore!
Non c’è miglior progetto che quello che nasce e si sviluppa. C’è bisogno d’avere obbiettivi semplici, chiari, ambiziosi ma non impossibile, solidamente finanzieri ma non con obbiettivi di profitto illimitato ed immediato. I progetti si devono consolidare, e frutto dell’esperienza dei risultati il progetto va risviluppato, ripensato, reploiato. Creare costantemente, fare costantemente, non fermarsi per tempi indeterminati a costruire senza realizzare. E chiaro che nelle fasi iniziali ci potranno essere degli errori, dei miglioramenti da fare, proprio per quello nascono i progetti per ottenere dei risultati durante il tempo.
Fare, fare e fare, l’esito di qualsiasi attività e basata sul principio del fare. Se non si fa niente, un giorno o l’altro l’attività morirà, sia perché è invecchiata, non c’è più domanda, altri competitors sono venuti, il mercato e cambiato, qualsiasi ragione che farà che la nostra attività sia morta incancrenita. Per fare ci vogliono idee, trasformate in progetti semplici che comincino a funzionare. Agire e reagire. Lo troverete in qualsiasi Manuale serio di Management, ma anche in qualsiasi Manuale di vita.
La perfezione nelle azioni non e necessaria se il rischio è l’immobilismo, se il rischio e lasciare le cose come stanno o peggio fare e fare delle maledette riunione per fare qualcosa di cosi complesso che non verrà mai la luce.
I migliori risultati si ottengono di fare dei progetti costantemente, di fare delle cose, a volte azzeccate altre no, ma facendone tante, sicuro che quelle che saranno successo saranno superiori a quelle che non lo avranno avuto. Per quello esiste il monitoraggio, il reagire, il rifare.
Non vi fidate di quei Managers che chiedono e chiedono modifiche e/o miglioramenti per cosi dire ad ogni progetto. Non vi fidate di quelli che continuano costantemente a dire potremo aggiungere questo, quello lì non e perfetto potremo farlo cosi, noi ci vorremo aggiungere quest’altra cosa, noi vorremo questo meccanismo più complesso, noi vorremo, noi vorremo… Un cazzo! Questa dovrebbe essere la risposta contundente. Tutti vogliamo dei meccanismi diversi, ma dobbiamo trovare l’equilibro fra quanto ci darà come risultato farlo cosi come è e quanto ci costa non farlo. Perché poche volte ragioni in azienda su quanto ci costa non fare qualcosa. Siamo capaci di fare dei business case meravigliosi su quanto ci daranno i progetti, ma mai quanto ci costa non farlo già, o quanto ci costerà mentre il progetto non è completato.
Il costo di non fare, ben venga un altro ratio per poter valutare l’efficacia di un Manager. Il suo costo di non fare delle cose! Verrete come ci sarà una corsa al fare, al agire, al non nascondersi sui dubbi, sulle incapacità, sulle paure a sbagliare, sul non far vedere che quel posto non era meritato, sulla paura a far vedere che si possono fare delle cose semplici senza bisogno di costruire cattedrali.
Non vi fidate perché e l’anticamera per non fare niente, per non portare nessun risultato all’azienda derivato di un’azione e non del flusso del Mercato, della domanda o degli errori dei competitors. Esigete dei progetti che vedano la luce, anche incompleti, chiaramente con una minima base di qualità e di risultato economico, ma fatte fare, mantenete l’azienda viva, con dinamica, in attività, come noi facciamo con il nostro corpo al quale facciamo fare ginnastica per prevenire gli attacchi al cuore o altri malori. Si, i progetti realizzati sono la ginnastica del nostro corpo.
Stimolate la gente che vuole fare delle piccole cose o delle grandi cose ma una alla volta, mai tutte assieme. Perché quelli lì vi daranno dei risultati nel tempo. Quelli che vogliono delle perfezioni assolute prima di fare una cosa, defilatevi, non concluderanno niente, perderete solo parte del valore della vostra azienda.
Fare e correggere, cosi si va avanti.