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Ah, se c’è un metodo di management che apprezzo è il cosi battezzato come crash test. Il nome viene dato delle riunione di middle management con l’amministratore delegato che si tenevano regolarmente ogni venerdì mattina.

 

Situamoci nel contesto per maggior capire la sostanza. Una affiliata, un amministratore delegato, un primo livello classico (sales, marketing, PR, HR, controller...) e un secondo livello abbastanza esteso di quadri perché l’affiliata gestiva diversi prodotti. A livello di età anche come dovrebbe essere un AD con esperienza sui 45, un primo livello sui 38 e un middle management sui 31.

 

Stilo di management del’AD con il primo livello di completa integrazione, duro ma confrontabile, un po’ lontano, guardando da sopra ma anche disteso. Duro nel corpo a corpo individuale, soffice nelle riunione di consiglio. Infatti ogni venerdì pomeriggio avevamo la riunione di consiglio piuttosto rilassante, piuttosto di colleghi, dopo la tormenta della mattina con il middle management.

 

Passiamo all’azione, ogni venerdì mattina il middle management con presenti la parte operativa del primo livello dovevano fare individualmente il resoconto della settimana, i risultati, gli obbiettivi, le deviazioni... la normale rutine di una attività commerciale a non essere per una piccola differenza. La differenza era che si faceva davanti all’amministratore delegato con almeno 14 anni di esperienza di avanzo, che annotava tutti i numeri importanti nel suo quaderno organizzato meglio che un computer. 14 anni di avanzo sono tanti, perciò non valgono le solite scuse, i soliti problemi, le solite imprecisioni, il solito non sapevo, non c’ero, lo aveva detto un altro.

 

Il middle management doveva conoscere perfettamente i suoi argomenti, le possibile domande, i perché si o perché no, era un esame universitario in tutta regola, ma senza la possibilità di riflettere e senza la possibilità di guardare da nascosto le soluzioni. C’era chi lo viveva più bene che male, per chi era un vero esame, per chi invece era una opportunità di navigare e crescere. Anche noi stessi potevano essere soggetti al crash test in una specie di escalation.

 

Sì, crescere perché si capiva subito chi non conosceva sufficientemente l’argomento, chi lo conosceva ma era incapace di trasmettere tutto quello che sapeva, chi lo conosceva e quello che avendo delle conoscenze generali si permetteva navigare. Navigare fino ad un certo punto, fino a che il capitano voleva, perciò aveva 14 anni in più!

 

La tensione si respirava dal giovedì sera, più di uno non dormiva, ve lo assicuro. Il venerdì mattina come la riunione molte volte era per gruppi, si vedevano le care di rilassamento o di ancora più tensione perché c’era stato il crash proprio. A volte chi poteva ci giocava e si azzardava a dare qualche numero o qualche commento concordato per far vedere la sua “valentia”, il suo potere di essere sopra le parti, qualcuno scherzava con il collega che sempre cercava i numeri nel computer e non li trovava, o quello che traspirava e traspirava o quello che si nascondeva.

 

L’importante è che ogni uno doveva giocare il suo ruolo fra di noi. L’AD doveva essere di ferro, noi non intervenire a non essere per salvare una situazione di affondamento, il middle management aver preparato l’argomento con noi e provare a navigare. Con le regole chiare è stato il miglior assesment quotidiano del middle management per noi, per individuare quelli che veramente potevano ed sono cresciuti. Per il middle management che aveva la potenzialità accrescersi ad ogni crash test e poter crescere professionalmente.

 

Nel pomeriggio i primi minuti servivano per evacuare i risultati del crash test, per valutare non tanto i numeri che lo sarebbero durante la riunione, ma la evoluzione del management, sia personale, come d’integrazione, come da team. Un po’ per valutare il pulso dell’affiliata.

 

Questo metodo basato in regole chiare mi pare quello che ha dato più risultati frutto di una tensione constante, di regole chiare, di risultati, di opportunità di confronto al massimo livello. Una formazione costante della quale nelle aziende di oggi il middle management ne va più mancato.

 

Uno potrebbe dire che non c’è differenza fra questo metodo è quello del management per produzione. Invece c’è n’è, è profondamente diverso. Nel metodo del crash test c’è lo scopo di far crescere il middle management, non di affondare il primo livello. Nel metodo del crash test c’è lo scopo di ottenere il meglio frutto della preparazione, non di ottenere perché si ha chiesto di fare così una cosa. Nel metodo del crash test è più un gioco di rol, non di obbedienza. Nel metodo del crash test s’insegna a non fare errori, ad approfondire gli argomenti, si danno dei indirizzi, non delle “consigne” da eseguire senza un perché.

Management per test crash