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Il manager che vuole creare valore per l’azionista e quello che pretende solo la crescita professionale sì caratterizza perché la prima cosa che fa quest’ultimo e cancellare il passato o affermare che tutto quel fatto primo erano cazzate fatte male.

 

Nei libri di gestione aziendale si dice prima ascoltare il Mercato, dopo ascolta il tuo team e finalmente decidi. La realtà tante volte e che uno non ascolta il Mercato, sente il team (ascoltare deve avere la valenza che uno e disposto ad assorbire quello che sente, invece sentire e solo essere davanti ad uno con faccia d’ascoltare), e finalmente cambia tutto, anche se c’erano risultati.

 

Il mal manager crede che solo cambiando l’azionista verrà che ha fatto qualcosa, dopo se anche le cose vano male sempre ci sarà qualche spiegazione, la congiuntura, altri dipartimenti... l’importante e far vedere che le cose si fanno inversamente o per diverse persone.

 

Facendo cosi solo si distrugge, purtroppo per Schopenhauer, non e una distruzione per creare qualcosa di meglio. Sono di quelli che pensano che sempre si può partire da quel fatto per costruire, forse va distrutta qualche parte, ma non il tutto. E più facile perché c’e gia un’inerzia, costa di meno che rifare tutto, i risultati arrivano più veloci. Invece queste cose che sembrano di buon senso, nelle aziende non strutturate, quelle latine normalmente, sono cosa ordinaria.

 

Cosi si rallenta il processo di decisione, il management gestito non si motiva più, e si bruciano risorse dell’azionista. E lì mi rivolgo al capitolo di chi e la colpa, di lui o di chi lo ha messo li. Un’azienda come leggete e un’interrelazione costante, fragile che per essere efficiente bisogna che il massimo di “issues” funzioni.

 

Prendete il caso di un nuovo Top Manager che arriva e la prima cosa che fa e di portarsi i suoi uomini, sia al livello aziendale o d’affiliata che sia. Nefasto per la motivazione di quelli che hanno lavorato. Nefasto perché sanno che dureranno il tempo che durerà il Top Management e la collaborazione si limita al minimo essenziale in spera di un nuovo Manager o approfittare l’opportunità per farli le scarpe e poter ascendere, cosa che succede raramente. Nefasto ma succede spesso, l’elefante nella cristalleria, tutto roto e dopo raramente si riesce a ricostruire. Questa prima forma di cambiare tutto il management, se combinata in prendere e cambiare tutte le azioni implementate o in implementazione provocano la paralisi e l’insuccesso, solo giustificato perché dovendo cambiare tutto non e stato possibile concentrarsi nella strategia e le azioni per guadagnare. Troppo facile! Ma fino a lì la distruzione di valore per l’azionista e bassa. Si eleva poiché dopo questo periodo che normalmente porta sei mesi di perdita, si cominciano ad applicare nuove politiche, perché come tutto e relazionato, sicuramente questo manager non avrà analizzato il passato e i perché dei risultati, meno si sarà preoccupato da ascoltare il Mercato, e a quel punto le sue azioni non possono che essere nefaste sia nel momento sia per la futura sopravvivenza dell’azienda.

 

Io lo chiamo il sindrome della gallina!

 

Cambiare tutto quello fatto dal predecessore