



530 pagine di numeri e lettere per configurare un Budget che tutti sappiamo non ha niente a vedere con quello che veramente succederà. Questo e il mio personal record. Quanto più nel dettaglio vogliamo andare più lontani dell’obbiettivo siamo. Anche rima fa!
Voler e voler più numeri e solo segno di insicurezza, segno di poca capacita di decisione. Quello importante non e tanto la quantità di numeri che giustificano un progetto, ma la qualità dell’idea del progetto. Abbiamo gia detto che i numeri si devono saper leggere, della stessa forma che ai numeri e lettere possiamo farli dirle quello che vogliamo. Basta modificare leggermente un parametro ed il colore del progetto cambia completamente. Non ci vuole essere un gran manager o avere decine di anni di esperienza, vale essere solo smart.
Diminuiamo un po il mercato e le nostre quote saliranno, aumentiamo un po il mercato ed il nostro piano sembrerà più raggiungibile. Abbiamo modificato la nostra strategia o gli “rationals” del piano? No, semplicemente con una modifica in più o in meno, il nostro piano sembra diverso. Questa stupidaggine, che lo e, e cosi stessa nelle organizzazioni che alla fine uno non sa più se lo fa cosciente o incoscientemente. E questo del mercato e solo un esempio, quante volte non abbiamo aumentato o ridotto i prezzi di una centesima, o cambiato il mix di prodotti o allocato un investimento fisso più di qua o di la, un elenco interminabile.
Purtroppo le organizzazioni girano intorno a queste tonnellate di numeri e lettere. Non si prende una decisione senza una bella presentazione piena di numeri e lettere. Anzi, non si prende una decisione senza essere alla terza o quarta realese della stessa presentazione. Dei colleghi, anche io alla fine, per dare più significanza al progetto sottolineavamo che quel progetto era la realese 3 o 4 o 2.10 o 2.13... e cosi nominavamo il file, anche se alla fine fra una realese ed un altra era cambiata solo una coma o il tipo di lettering. Ma quello aiutava a che il Senior Management fosse predisposto a chiedere meno cambiamenti. Stupido quando parliamo dei investimenti o dei progetti o delle riduzioni di costi di milioni di euro? Si, ma le grande aziende si muovono cosi.
E incredibile come queste cose che sono di “common sense”, invece siano cosi stese. Ma non sarebbe cosi facile di limitare il numero di presentazioni, la quantità di numeri e lettere, in profitto dell’idea? Ma se fosse cosi? Cosa faremo con tutto il tempo a disposizione? Muovere il culo! Ah no! Si sta cosi bene in ufficio, con l’assistente, con il cafe, dirigendo, chiamando che venga questo o quel altro, andando ad un altro ufficio, ad una sala per una riunione a vedere dei numeri, a non pensare, solo a criticare questo o quel altro progetto, a mostrare ai juniors quanto sono intelligenti le mie vuote frasi... Mancano dei “rules”!
Nelle organizzazioni moderne mancano dei “rules”. Sembra contraddittorio che chiediamo di limitare la iniziativa in un mondo liberale come quello dell’azienda, dove dovrebbe prevalere la libertà Ma no! Stabilire delle regole permetterebbe guadagnare in produttività, in concretezza, in veracità, in “do it”, in “be smart”, in “execution”. Avere tempo ed avere spazio è il nemico di questi tre termini che esprimono quanto una azienda deve essere competitiva ed orientata a creare del valore.
Non più di 10 pagine, non più di 5 righe per pagina, non più di 10 parole per riga. Non più di 1 chart per pagina o tabella, non più di 5 righe e 5 colonne per tabella o grafico. Semplice! Le presentazioni sono i veicoli per esprimere una idea. La idea deve essere espressa dal manager appoggiato dei numeri semplici e irrefutabili.
Quante presentazioni avviamo visto con numeri minuscoli, con decine di grafici in una sola pagina, con il lettering più grande o più piccolo. Una marea per dimostrare cosa? Che la nostra idea funziona? Bullshit! Non per la quantità di numeri o lettere dimostreremo che la idea funziona! Alla fine quello che porta all’approvazione di una idea non dipende ne dei numeri ne delle lettere ne della loro quantità, dipende solo di due cose: il grado di fiducia che il CEO ha nel senior management e nel grado di “matching” di questa idea con le sue concezioni del business. E questo a tute le scale del negozio. Tonnellate di numeri e lettere che alla fine non hanno servito a niente, si, a far perdere valore all’azienda.
Quante volte abbiamo chiesto di rifare i numeri o di ricompletarli solo perché non siamo sicuri di prendere quella decisione in quel momento? Solo per aspettare ad esserne convinti che e la giusta cosa da fare? Erano i numeri che ci dicevano di aspettare o era la idea che non ci convinceva? La seconda, sicuro.
Le nostre organizzazioni mancano di “do it”, “be smart”, “execution”. Entrambe azioni sono il contrario di lavorare per tonnellate di numeri e lettere. Il secolo XXI sarà di quelle organizzazioni capaci di fare, non di dire! Sara di quei manager capaci di rompere con il si fa cosi perché sempre si e fatto cosi, ed io aggiungerei, cosi ci ha andato!
Tagliare questi processi di budget interminabili che servono solo per diluire le responsabilità. Io lo ho scritto perché voi mi avete dato l’input, ma tu non lo hai rifiutato, ma si, ma non, ma che! Tagliare questi processi di piani a 3 anni o a 5 anni, che nati per creare una discussione sul futuro, sulle tendenze, una riflessione sul mercato dove va, sulle innovazioni, su di noi, su dei concorrenti, finalmente e solo una massa di numeri e lettere per giustificare che seguiremo crescendo e guadagneremo di più fra 5 anni! Ma siamo matti? Ma ancora crediamo a queste cose? Quanti piani hanno “matchato” la previsione con la realtà? Qualcuno mi può dare un esempio, lo pagarei bene! Ve lo assicuro! Ah, ma non? Non era possibile che il piano fosse raggiunto perché nel frattempo ci e stata una innovazione, perché c’e un nuovo concorrente, perché le sinistre hanno vinto, perché, perché... Perché c’e stata una guerra o un grosso attentato, forse queste sono delle eccezioni, o talvolta delle giustificazione per una situazione che era gia degradata e che alla fine ci e andato anche bene per giustificare le povere performance. Tagliare le tonnellate di numeri e lettere che non servono che solo per ottenere un commitment o una giustificazione per bacchettare perché i numeri non sono stati raggiunti o per premiare perché si lo sono stati.
C’e bisogno di ripensare i processi di budget e piano a 5 anni, semplificarli, tenendo sempre in mente le tre azioni. Rispondendo a delle domande semplici:
- Quale e il Mercato, dove e, dove va?
- I competitors, cosa fanno, dove vano?
- Noi, dove siamo, dove possiamo andare?
- Che obbiettivi ci fissiamo?
- Cosa dobbiamo fare per raggiungere dei obbiettivi?
- Possiamo farlo?
- Facciamolo!
Ci vogliono tanti numeri e lettere per una cosa cosi semplice? Ma accaso manca qualche domanda da farsi? Non siamo mica managers che atterriamo da Marte in questa organizzazione e che non conosciamo niente! Sappiamo del passato, sappiamo del presente, intuiamo il futuro. A questo punto cosa ci manca?
E sempre la idea prima dei numeri che la giustificano. E vero che la idea nasce da un analisi di numeri e lettere, ma non di una presentazione che la giustifica. Siamo veramente innovatori e dedichiamo le nostre energie di managers a manageriare, a muovere il culo, a fare, a essere veloci.