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In una economia di Mercato e questo ultimo chi deve regolare le attività. Nel momento che lo Stato interviene in sostegno per effetto o per difetto in un settore condanna questo stesso settore.

 

Vivere protetto, a parte di essere più facile sopravvivere, genera una falsa sensazione di successo. Il problema e che questo non e frutto delle forze dell’azienda ma di un intorno favorevole creato artificialmente e destinato a finire un giorno o l’altro.

 

Non c’e bisogno che sia un aiuto diretto ad una azienda in particolare, basta che sia un settore perché l’azienda leader nazionale alla quale si vuole proteggere possa sopravvivere. Attuando cosi, lo Stato, l’unico che fa e posporre la morte. Ne pospone la morte, perché durante questo tempo l’azienda non accomete le modifiche strutturali che dovrebbe realizzare, perché qualcosa dovrà cambiare se l’azienda e in crisi e si ha dovuto aiutare il settore.

 

Questo intervento invece di aver lasciato che le condizioni di Mercato avessero lasciato accelerare i cambiamenti, provoca questa falsa illusione che tutto adesso andrà meglio ed andrà meglio per sempre con la stessa struttura e la stessa strategia. Niente più lontano, forse quello che farà e approfondire ed accelerare la morte dal momento che questi aiuti finiscano. Accelererà la morte non solo perché l’azienda continuerà ad essere inadatta alle nuove condizioni di Mercato, ma perché il management si sarà addormentato, avrà lavorato per ottenere il meglio durante questo periodo di protezione, avrà continuato con la sua strategia perdente e non sarà più dinamico, fast thinking per cambiare marcia e trovare altre strategie in queste nuove condizioni.

 

Questi aiuti normalmente sono indirizzati a mantenere la struttura, a mantenere i posti di lavoro, per questo stesso motivo il Governo non può autorizzare da una parte che stia dando aiuti e dell’altra che si proceda a riorganizzazioni che comportino delle riduzioni di personale. Ma inevitabilmente deve essere cosi. Perciò invece di spostare nel tempo la crisi aziendale e meglio affrontarla presto per essere più preparati nel futuro.

 

La economia e fatta da cicli, ogni uno più alto del precedente, perciò in qualche forma ammortizzatore del precedente. Se ammettiamo questo principio dobbiamo dare la flessibilità necessaria perché le aziende possano adattarsi a questi cicli accompagnandogli, non sprofondandoli.  

 

Non accommetere questi adattamenti nel momento che una azienda si confronta a difficoltà di Mercato e condannarla a medio termine. Non poter farlo perché c’e un intervento dello Stato e ancora peggio.

 

Che lo Stato pressione per mantenere in piede una organizzazione impedendo la sua ristrutturazione non può fare altro che favorire la morte dell’azienda. Tenerla sempre sotto respirazione assistita non e possibile, sia per i costi che genera al resto del Sistema, sia perché alla fine i Governi hanno mandati di quattro o cinque anni.

 

Questo assistenzialismo genera due altri effetti perversi: il primo, non potendo aiutare una azienda ma un settore, non e detto che sia l’azienda leader quella che ne beneficia di più, può darsi che lo intero settore cresca ed invece in termini di quota l’azienda saputamente aiutata si mantenga o addirittura ne perda. Si questo succede, e chiaro che la situazione non e tanto derivata dal Mercato come di una mancata adeguatezza dell’azienda alla nuova situazione. Il secondo effetto perverso, meno visibile e meno percepibili, e la diminuzione d’immagine dell’azienda aiutata in quel settore. Non e un effetto immediato, ma si questi aiuti sono prorogati nel tempo ed in qualche forma qualcuno li deve stare pagando, e non può essere altro che la comunità di cittadini, si semina un rifiuto per questa azienda e le sue Marche. Questo rifiuto che non e stato generato volutamente, ma al contrario, quello che si pretendeva era proteggere i posti di lavoro e l’effetto collaterale più dannino. Il più dannino perché la solidità di una azienda si bassa nella sua immagine e in quella dei suoi prodotti. Si prevale questo sentimento che l’unica cosa che si fa e aiutare a una azienda invece che alla collettività e nefasto per la continuità di quella azienda. Avendo perso l’immagine o avendo incorporato alla sua immagine un trato negativo come quello che e stata aiutata ed aiutata grazie a tutti, ma che non ne abbiamo ottenuto un risultato per tutti, accresce l’avversione ai prodotti e chiaramente favorisce la discesa di quote di Mercato.

 

In più si producono altri due fattori: il primo, che come e cosi impercettibile e difficile d’affiorare nelle indagine, quello che si fa e centrarsi in altri aspetti dell’immagine e non si agisce sulla radice, che e questo allontanamento fra quella azienda ed i consumatori. Il secondo fattore e che generando questo rifiuto e grazie ai aiuti al settore, questi consumatori hanno più facile accesso ad altri prodotti di altri concorrenti nel Mercato, favorendo l’aumento della domanda, ma di quella lasciatemi dire non desiderata. Cliente perso in tanti casi definitivamente, produzione nel paese persa per sempre. Perché cosi facendo si e anche rafforzata la presenza di questi competitors che in situazione possibilmente migliore all’azienda aiutata si saranno rafforzato in quel Mercato senza bisogno di destinare grossi sforzi perché e lo Stato chi li sta sopportando per tutti, ma migliorando anche la loro competitività in altri Mercati perché quelle risorse inizialmente destinate a quel Mercato possono essere destinate ad altri Mercati sui quali migliorare le loro posizioni a discapito della stessa azienda aiutata.

 

Non c’e miglior regolatore che il Mercato, sia nel caso di aiuti ad un settore perché si vuole aiutare un’azienda particolare o semplicemente si voglia aiutare un solo settore. Abbiamo analizzato gli effetti nel primo caso che sono nefasti per l’azienda a chi si voleva aiutare. Nel secondo caso e tutto un settore che si immobilizza, non innova, non ristruttura, non si adatta ai cambiamenti e finisce finalmente per arrastrare tutti nel momento che gli aiuti sono finiti.

 

Vivere permanentemente sotto qualsiasi forma di respirazione assistita non può essere buono, fa solo che l’azienda non affronti i cambiamenti che deve fare e agire sulle aree identificate come quelle che l’hanno portato a quella situazione critica. E duro dirlo cosi, ma non c’e altra forma conosciuta di agire.

 

Tante volte sentiamo l’argomento quando dobbiamo aiutare a qualcuno o qualche paese in fame che non dobbiamo darli i soldi per mangiare o direttamente del mangiare, che quello che dobbiamo fare e insegnargli a pescare, a coltivare a produrre, insegnargli per cosi dopo poter essere indipendenti e crescere con le loro proprie risorse. Questo che e detto da Governi di ogni simbolo politico, nel momento che si tratta dall’economia nazionale, di un settore in crisi o di una azienda in crisi si dimentica. Quello che devono fare i Governi e creare le condizioni di crescita generale di un paese, dove li ogni cittadino incontri le possibilità di prosperare, sia gia individualmente sia gia in forma di azienda. Il Governo deve creare il marco dove poter svolgere una attività individuale, deve creare il miglior insegnamento adattato ad un Mondo cambiante, le miglior strutture sanitarie per prevenire e curare i suo cittadini, assicurare un marco legale, assicurare delle condizioni di cittadinanza e di sicurezza, creare le infrastrutture che permettano lo sviluppo del commercio, della mobilita delle persone, una struttura impositiva giusta che non freni lo sviluppo, etc, etc. Ma in nessun caso deve intervenire sull’evolgerse dell’economia, deve lasciare che le aziende nascano, producano, muoiano, rinascano in forme diverse, si trasformino... quello sarebbe il camino virtuoso per il quale si può creare ricchezza.

 

Arrivati cui uno si può domandare che cosa ha che fare questo capitolo più di politica generale nel Manualetto per mandare a puttane una azienda. Lo avete capito, muoversi in condizioni di protezionismo fa si che il Management sia offuscato per quei risultati immediati e non accometa le trasformazioni o cambiamenti necessari per adattarsi al dopo aiuti. Peggio e quando questi aiuti sono istituzionalizzati nel tempo.

 

Il Management sapendo che può contare sempre su di loro può agire in due forme: prima, non facendo niente e lasciare che la morte arrivi lentamente avendo almeno vissuto “locamente” (pazzamente) durante quel periodo più o meno lungo; seconda, deviare quel profitto generato per altre attività non incentrate nei veri problemi e/o errori fatti in azienda e provocarne la morte più veloce, anche con la stessa batteria d’aiuti.

 

Mi viene a volte nel pensiero che una possibilità sarebbe quella che lo Stato, il Governo, aiuta il settore ma obbliga alla ristrutturazione dello stesso. A parte della difficoltà di inserirsi in una azienda per decidere quale sono o non sono le riforme, cambiamenti o scelte da fare. A parte il problema di dover raddoppiare le persone per farlo, le proprie conoscenze delle persone per poter agire. A parte la impossibilita di agire su tutto il settore anche perché le aziende intervenenti non sono solo quelle nazionali. Introdurrebbe solo un altro fattore regolatore ed uguagliatore che non potrebbe fare altro che impoverire il sistema. Infatti il sistema liberale e basato nella differenziazione, nelle opportunità generate per questa differenziazione.

 

Non dimenticate mai che il pane per oggi può essere la fame per il domani. Nei casi di settori in crisi, di meccanismi di aiuto più o meno permanente, fatte attenzione a creare le basi per una nuova strategia.

Vivere dei aiuti